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Amici del festival

Stefano Annoni: arte e physique du rôle per interpretare le migliori Lettere di Pancia

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Svelato il nome dell’artista che salirà sul palco insieme ad Alessandra Faiella per celebrare gli scritti “di pancia” candidati alla vittoria del Festival delle lettere 2015. Giovane ma di grande esperienza, dolce ma sempre intenso, sarà l’attore ed ex atleta Stefano Annoni a dar voce e corpo alle lettere protagoniste del giovedì di apertura di questa undicesima edizione della manifestazione, in un intreccio teatrale di lettura, recitazione e musica di grande intensità emotiva e unico nel suo genere.

BIOGRAFIA ARTISTICA

Stefano Annoni, nato a Como nel 1983, dopo 3 anni di studio alla Paolo Grassi e una carriera da giocatore di pallanuoto, inizia la sua notevole gavetta tra teatro, televisione e cinema. Ha trent’anni ma ne può dimostrare anche venti e sul palcoscenico anche mezzo secolo. Il suo curriculum è stupefacente: un Peppino Impastato con tanto di barba, una drag queen tacco dodici, Cyrano, Romeo, Tristano (con il grande regista francese Patrice Chereau, Orso d’oro al Festival di Berlino) Amleto. Si è esibito alla Scala e al Piccolo di Milano, a Roma, alla Staats Oper di Berlino. Teatro, tv, pubblicità. Salvatores, Chereau, Comencini. Una lista lunga che arriva fino a Bisanzio. È protagonista insieme a Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti dell’ultimo lavoro di Cristina Comencini, La scena, una commedia teatrale che ha debuttato nel 2013 al Teatro Manzoni di Milano.

Stefano Annoni vi aspetta al teatro Litta di Milano, giovedì 8 ottobre 2015 alle ore 21.

fonte: listonemag.it

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Amici del festival

Amanda Sandrelli accende le emozioni racchiuse nella Lettera d’oro 2019

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Intensa e delicata, appassionata e rispettosa, Amanda Sandrelli ci ha regalato un’interpretazione davvero unica della lettera vincitrice del Festival delle lettere 2019 scritta da Raffaelle De Nicola alla sua città, L’Aquila.
Un messaggio dal futuro, ricco di spunti per il presente, un invito a rialzarsi e a ricominciare a volare dopo il disastroso terremoto di 10 anni fa. 

Clicca qui per leggere la lettera di Raffaella De Nicola.

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Da Diodato una dichiarazione di amore e coraggio per il mondo dei nonni in pieno stile Festival

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Senza lo sforzo creativo del proprio nonno per conquistare l’amore negli anni 30, Diodato non sarebbe qui e non avrebbe potuto dedicare musica e parole uniche al pubblico del Teatro Sociale e alla sua stessa famiglia.

Nel sabato sera del Festival, il cantautore tarantino ha infatti portato con sé sul palco il prezioso scambio epistolare di nonno Salvatore e nonna Rosetta e interpretato una delle lettere finaliste di questa edizione scritta da una nipote per celebrare il compleanno della propria amata nonnina.

Ed è questo il motivo per cui ho voglia di conoscerti nonna, perché sento di appartenerti. Non puoi immaginare quanto mi scoppi il cuore ogni volta che varco la soglia della porta, al mio ritorno, e so di poterti riabbracciare. Ogni tuo momento di lucidità, ogni tuo sguardo consapevole, ogni momento in cui riesco a dialogare con te è l’immenso per me.” 

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Mirkoeilcane condivide l’urgenza di scrivere nata tra le mura di una cella

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Il cantautore romano ha infatti dato voce, sul palco del Teatro Sociale di Bergamo, ad una delle lettere finaliste della categoria fuori concorso Lettera dal carcere

In particolare Mirkoeilcane ha regalato al pubblico del Festival la sua interpretazione della lettera di Antonio, detenuto nel carcere di Volterra: una riflessione introspettiva, un dialogo con la propria anima in cui Antonio stesso esprime il suo desiderio di comunicare e condividere la sua passione per la scrittura.

Eccone un breve stralcio: “Voglio scriverti dei secondi, dei minuti, delle ore e poi ancora i giorni e i mesi e gli anni che passo all’interno di questa cella dove il tempo – lo giuro – non passa mai: entrambi prigionieri, che si inseguono da sempre, incessantemente, ognuno con la sua velocità, col suo tempo, indissolubilmente congiunti. Voglio scriverti della vecchiaia che mi ha fregato, e del tempo che è scivolato via come i granelli di sabbia dall’incavo della mano e, del sorriso che, nonostante tutto mi è rimasto, e basta a nascondere le rughe sulla fronte e le ferite nel cuore.

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