Connect with us

Rete Clima

Published

on

Continue Reading

News

Il bando di concorso per il Festival delle lettere 2025. 

Published

on

LETTERA A UNA DONNA è il tema guida scelto per il Festival delle lettere 2025, svelato da Corinna Grandi con il Presidente del Festival Luca Carminati nel corso dello spettacolo conclusivo della XVIII edizione. 

Da oggi è disponibile online il bando di partecipazione, valido per le 4 categorie in concorso:

• LETTERA A UNA DONNA (tema 2025)

• LETTERA A TEMA LIBERO

• LETTERA UNDER 14, riservata a tutti i nati dopo il 1° gennaio 2011 compreso, indipendentemente dal tema della lettera. 

• LETTERA DONATA, che prevede l’invio di una lettera con almeno dieci anni di età, ricevuta e conservata da chi partecipa al concorso. Il partecipante può essere destinatario diretto o solo possessore della lettera, di cui è necessario inviare la fotocopia. 

Ricordiamo che per iscrivere la propria lettera è necessario:

– compilare il form disponibile alla sezione INVIA LA TUA LETTERA e caricare la copia dattiloscritta;

– inviare la copia scritta a mano tramite posta ordinaria all’indirizzo riportato sulla scheda di partecipazione situata in calce al bando che potete scaricare qui

Continue Reading

Amici del festival

Stefano Nazzi dà voce alla migliore Lettera dal carcere

Published

on

La voce di Stefano Nazzi ha scandito, con ritmo incalzante, i sei passi con cui inizia la storia di Daniele C., premiato per la migliore Lettera dal carcere. Le sue parole sono state testimonianza e condivisione di una vita che porta a riflettere, sulle scelte passate e sui passi futuri. 

Di seguito potete leggere il testo integrale della lettera.

Uno, due, tre, quattro, cinque e sei…
Uno, due, tre, quattro, cinque e sei…

Si dice che prima di parlare, prima di agire, bisogna contare fino a dieci, ma questo mio contare fino a sei, sono i passi che percorro ogni giorno nella mia stanza, per meglio dire la mia cella.
In questo posto, contare ti viene automatico, noi detenuti siamo i primi ad essere contati, poi contiamo i giorni, i mesi, i passi, le scale, tutto ciò che incontriamo lo contiamo, ma soprattutto il nemico principale che contiamo quando siamo rinchiusi qui dentro è il tempo!
Già, il tempo può essere una cosa a tuo favore o a tuo sfavore, dipende dalle circostanze, quando siamo piccoli, non si vede l’ora che passi il tempo per diventare grandi e quando si è grandi vorremmo che il tempo non passasse mai.
Ma, purtroppo, il tempo ci sfugge dalle mani. 
È da quando ho perso la libertà, che mi rendo conto di quanto tempo è passato per arrivare dove sono e soprattutto cos’ è accaduto per farmi finire qui dentro. 

C’ è un film di Robert De Niro, “Bronx”, di cui una frase è rimasta sempre impressa nella mia mente e molte volte me la dico a me stesso “non sprecare il tuo talento”.
Questa frase risuona nella mia testa ogni volta che mi imbatto nei miei ricordi e mi spoglio di tutte le mie sicurezze, di tutte le cose che avevo, ripeto a me stesso “ho sprecato il mio talento”.
Le mie scelte sono state sbagliate in tutto ciò che ho fatto, le mie energie, il mio talento li ho applicati in scelte sbagliate.
Mi sono fatto condizionare da quel mondo che è tutto apparenza e dove la notte regna in maniera incondizionata, quando poi non è nulla, è solamente un mondo che è frutto di una società moderna malata, dove non c’è nulla di reale, ma l’unica cosa che ti porta è quella di essere una persona che non sei.
Una persona che resta in agguato nel vuoto, nella paura, soffocata da contorni. 
Come vorrei, domani, svegliarmi e ritrovarmi bambino per essere guidato verso un mondo pieno di colori, di bellezze, di splendidi orizzonti, di sorrisi, di sogni, di tanti talenti da applicare ed insieme, cantando alla vita, saltellare uno due tre quattro cinque sei… perché così il talento fiorisce e mi renderà forte, e con questo dono dentro di me cercherò un pochino di rendere più bello questo mondo con un cielo di stelle da guardare.
Non sprecate il vostro talento.
Vi voglio bene.

Continue Reading

Edizione 2024

Cinzia Leone interpreta la lettera vincitrice del tema libero, scritta da Vincenzo Cipriani

Published

on

L’interpretazione unica, divertente e divertita, di Cinzia Leone ha dato voce alla lettera di Vincenzo Cipriani, vincitore della categoria Lettera a tema libero. 
Un mittente inusuale, il monumento di Gino Bartali, ha raccontato il mondo dal punto di vista altrettanto inusuale di chi può leggere i pensieri dei passanti. 

Di seguito il testo integrale della lettera.

Amore mio bellissimo,
è accaduta una cosa strana e io ti scrivo da lì, dal mio monumento. 
Non è il primo e forse non sarà l’ultimo che mi fanno, ma di sicuro è il più bellino, anche se è solo un busto in terracotta. Mi hanno fatto piccolino, non ho nemmeno le braccia, e di spalle me ne hanno messe solamente un pezzo, quello che basta a tenere il tubolare che nelle corse stava incrociato sul petto. E il naso, forse me l’hanno fatto un po’ più dritto del mio. Insomma… mi garba proprio questo monumento. Poi ho lo sguardo giusto, quello da uomo d’acciaio che però un ne pole più dalla fatica. 

Sarà quest’insieme di cose che mi fa scrivere per la prima volta una lettera da quando… insomma da quando non ci sono più. E mi succede anche un’altra cosa strana, ed è proprio per questo che ti scrivo.
Questo busto l’hanno messo su un piedistallo lungo una pista ciclabile nuova, e naturalmente sento la gente che parla.
Qui vicino c’è il campo sportivo, e tra tutti i discorsi mi piace ascoltare quelli dei bambini più piccoli, che hanno il giaccone della squadra a crescenza, una o due taglie più della loro.
Lo sai perché mi piace? Perché a ì nonno o alla nonna che li vengono a prendere raccontano tutto con una bella vocina innocente. Quelle parole gli vengono dal gioco, dal divertimento che non è diventato ancora l’agonismo che li rovinerà. Li ascolto, come ascoltavo te quando eri piccina e mi rubavi il berretto del Giro d’Italia, o la maglia gialla del Tour de France. C’è una fotografia di quei tempi che tu hai messo su ì tuo sito, o come si chiama. 

Ma ti devo raccontare perché ti scrivo di una cosa che non mi era mai successa prima: ho letto nel pensiero di una persona. Su questa ciclabile ci viene tanta gente a correre perché non ci sono automobili. Qualcuno mi guarda, e io lo riguardo con gli occhi arcigni solo per dirgli che per vincere tanto, come è capitato a me, bisogna lavorare sodo, molto sodo. Faccio il cattivo per quello.
Un giorno me ne passa uno davanti e, per la prima volta, riesco a vedere tutti i pensieri che ha in testa. Mi capita solo con lui.  E sai perché? Perché il suo pensiero eri tu, la mia bambina, che ora è diventata una donna, e molto bella.
Quando hanno inaugurato il monumento e tu sei venuta, lui doveva essere in giro. Io ero sotto un cencio perché mi doveva scoprire il sindaco e, nella folla, non l’ho visto. È stato qualche giorno dopo, quando tutto si è calmato, che questo qui ha cominciato a passare di corsa, e io gli ho cominciato a vedere i pensieri, e ho scoperto che il suo pensiero, pensiero fisso, eri tu. Non mi vergogno a dirlo: sono geloso. 
Quando passa, lo guardo peggio degli altri. E non è nemmeno che la sia una bella idea, questa. Perché lui allora corre ancora di più, sempre più forte. Alla fine è diventato il migliore. Anzi: io l’ho fatto diventare il migliore di tutti.
Poi so anche che è un bravo ragazzo, e l’è anche bello. Ha un bel portamento, una bella corsa leggera, belle gambe sode. Un campione un lo sarà mai, ma è meglio, perché i campioni stanno sempre fuori di casa, io ne so qualcosa. E un voglio che ti lasci mai sola. Però sono geloso. 
Ora un te lo dico più, però volevo tu lo sapessi.
Ciao Lisa mia bella, un bacione.

Nonno Gino

Continue Reading

Trending