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Amici del festival

Omar Fantini: un conduttore informale, genuino e autentico come le migliori lettere del Festival!

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Sarà ancora una volta Omar Fantini a condurre lo spettacolo di premiazione delle migliori lettere in concorso all’undicesima edizione del Festival delle lettere.
Presentatore e comico, Omar si conferma una delle colonne portanti del Festival e ancora una volta saprà sapientemente mescolare momenti comici e più leggeri a momenti di maggiore tensione emotiva.

BIOGRAFIA ARTISTICA

Inizia la sua carriera studiando, a partire dal 1994, all’Acting Center diretto da Richard Gordon. Dopo una prima apparizione televisiva sul canale Odeon TV, trova popolarità grazie ai programmi Mediaset Ciro presenta Visitors e Colorado. Nel 2004 partecipa a Sformat, in onda su Rai 2, SuperCiro per le reti Mediaset e a MTV Comedy Lab. Partecipa anche ad altri programmi di MTV, come Stasera niente MTV, MTV Day e co-conduce MTV On the Beach. Diventa uno dei volti di punta di Comedy Central dove nel 2012 è impegnato, prima insieme a Melissa Satta in una sitcom intitolata Amici @ Letto e poi con Melita Toniolo alla guida di Metropolis. Con I colleghi-amici Gianluca Scintilla Fubelli e Paolo Casiraghi idea e conduce Provato per voi, un format televisivona sfondo comico nel quale i protagonisti si cimentano in prove pericolose ma altrettanto divertenti che i telespettatori sia per pigrizia, sia per non voglia, non hanno mai sperimentato.
Omar, attivo anche in radio, partecipa prima al celebre Zoo di 105 e dai primi mesi del 2014 conduce “Virgin Rock Cafè” su Virgin Radio Italia insieme a Vittoria Hyde.

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Amici del festival

Amanda Sandrelli accende le emozioni racchiuse nella Lettera d’oro 2019

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Intensa e delicata, appassionata e rispettosa, Amanda Sandrelli ci ha regalato un’interpretazione davvero unica della lettera vincitrice del Festival delle lettere 2019 scritta da Raffaelle De Nicola alla sua città, L’Aquila.
Un messaggio dal futuro, ricco di spunti per il presente, un invito a rialzarsi e a ricominciare a volare dopo il disastroso terremoto di 10 anni fa. 

Clicca qui per leggere la lettera di Raffaella De Nicola.

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Da Diodato una dichiarazione di amore e coraggio per il mondo dei nonni in pieno stile Festival

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Senza lo sforzo creativo del proprio nonno per conquistare l’amore negli anni 30, Diodato non sarebbe qui e non avrebbe potuto dedicare musica e parole uniche al pubblico del Teatro Sociale e alla sua stessa famiglia.

Nel sabato sera del Festival, il cantautore tarantino ha infatti portato con sé sul palco il prezioso scambio epistolare di nonno Salvatore e nonna Rosetta e interpretato una delle lettere finaliste di questa edizione scritta da una nipote per celebrare il compleanno della propria amata nonnina.

Ed è questo il motivo per cui ho voglia di conoscerti nonna, perché sento di appartenerti. Non puoi immaginare quanto mi scoppi il cuore ogni volta che varco la soglia della porta, al mio ritorno, e so di poterti riabbracciare. Ogni tuo momento di lucidità, ogni tuo sguardo consapevole, ogni momento in cui riesco a dialogare con te è l’immenso per me.” 

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Mirkoeilcane condivide l’urgenza di scrivere nata tra le mura di una cella

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Il cantautore romano ha infatti dato voce, sul palco del Teatro Sociale di Bergamo, ad una delle lettere finaliste della categoria fuori concorso Lettera dal carcere

In particolare Mirkoeilcane ha regalato al pubblico del Festival la sua interpretazione della lettera di Antonio, detenuto nel carcere di Volterra: una riflessione introspettiva, un dialogo con la propria anima in cui Antonio stesso esprime il suo desiderio di comunicare e condividere la sua passione per la scrittura.

Eccone un breve stralcio: “Voglio scriverti dei secondi, dei minuti, delle ore e poi ancora i giorni e i mesi e gli anni che passo all’interno di questa cella dove il tempo – lo giuro – non passa mai: entrambi prigionieri, che si inseguono da sempre, incessantemente, ognuno con la sua velocità, col suo tempo, indissolubilmente congiunti. Voglio scriverti della vecchiaia che mi ha fregato, e del tempo che è scivolato via come i granelli di sabbia dall’incavo della mano e, del sorriso che, nonostante tutto mi è rimasto, e basta a nascondere le rughe sulla fronte e le ferite nel cuore.

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