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Dal mondo

Nel Mare del Nord ritrovata la lettera in bottiglia più antica del mondo. Ha 109 anni.

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Sulla spiaggia dell’isola di Amrum, bagnata dal Mare del Nord, si pensa possa essere stato ritrovato il messaggio in bottiglia più antico del mondo. A ritrovarlo è stata Marianne Winkler, impiegata in pensione di un ufficio postale, mentre passeggiava con il marito lungo la riva del mare.

“È stata un’emozione unica, mai provata in tutta la mia vita, trovarmi dinanzi a una cosa così antica e dal fascino indescrivibile” ha detto in un’intervista rilasciata ad un quotidiano locale.

Si intravedevano solo tre parole: “Rompere la bottiglia”.

“Mio marito, Horst, ha cercato di estrarre delicatamente il messaggio evitando di distruggere il vetro, ma non è stato possibile e quindi abbiamo fatto proprio come c’era scritto, l’abbiamo rotta”.

Solo al momento dell’apertura hanno trovato risposta tutti i quesiti che sicuramente aleggiavano nella mente dei coniugi Winkler: “Da dove proviene, chi l’ha scritto, e quanto tempo è stato in viaggio in balia di onde e correnti?”

La bottiglia, partita dal Marine Biological Association di Plymouth, conteneva un semplice messaggio: restituire, dietro una ricompensa pari a uno scellino, la bottiglia e il messaggio al mittente. Obiettivo di tale richiesta, formulata in tre lingue, inglese, tedesco e olandese, era avere informazioni sul luogo del ritrovamento.

Emozionato il direttore dell’MBA, Guy Baker, quando ha ricevuto il messaggio da parte della ritrovatrice. Dai documenti dell’associazione è emerso che la bottiglia ritrovata fa parte di un gruppo di altri 1020 messaggi rilasciati nel Mare del Nord da George Parker Bidder, ex presidente dell’associazione, agli inizi del 1900 (precisamente tra il 1904 e il 1906), con l’obiettivo di studiare l’andamento delle correnti marine.

La bottiglia della signora Winkler, la quale ha ottenuto il premio di uno scellino promesso nel messaggio, è l’unica ritrovata ancora galleggiante. La maggior parte delle altre bottiglie ritrovate è stata rinvenuta da pescatori all’interno delle reti gettate sul fondo del mare ed è tornata al mittente dopo solo qualche mese dall’insolito invio.

Una lettera non conosce distanza… E nemmeno età.

 

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Dal mondo

La scoperta dell’America raccontata in una lettera dall’inestimabile valore.

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È datata 15 febbraio 1493 ed è stata scritta a bordo della ’Nina’: è la lettera con cui, durante il viaggio di ritorno dall’America, Cristoforo Colombo in persona descriveva ai finanziatori della sua spedizione, Ferdinando e Isabella di Spagna, gli esseri umani, la fauna e la flora del Nuovo Mondo erroneamente scambiato per le Indie, in cui si era imbattuto dopo 33 giorni di navigazione, attraccando il 12 ottobre 1492.

L’Epistola de insulis nuper inventis, versione in latino di quella missiva scritta in realtà in lingua spagnola, venne stampata nel 1493 in 18 copie, tiratura che non ne ha intaccato lo straordinario valore storico, e la copia ritrovata era custodita nella biblioteca Riccardiana di Firenze, prima di intraprendere un lungo viaggio, che l’ha portata fino alla biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America, a Washington DC, quasi ripercorrendo lo stesso tragitto in essa raccontato.

Il gen. Mariano Mossa, comandante del nucleo dell’arma dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, davanti al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, e all’Ambasciatore Usa in Italia, John R. Phillips, ha ricostruito il cammino fatto dalla lettera: trafugata dalla biblioteca fiorentina e sostituita con un falso, successivamente acquistata da un collezionista privato elvetico nel 1990, due anni dopo venduta all’asta a New York per soli 400mila dollari, valendo in realtà almeno un milione di euro, per concludere poi il suo viaggio nel 2004 a Washington, a seguito di una donazione effettuata, apparentemente in totale buona fede, alla Biblioteca del Congresso.

Oggi l’opera dal grande valore storico e archivistico è tornata in Italia, per rimanere nel luogo in cui, fin dalla sua nascita, era destinata a giungere.

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Amici del festival

Con Alessandra Faiella, a Capodanno Facciamo il botto

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Per l’ultimo dell’anno Alessandra Faiella, amica del Festival delle lettere, vi aspetta a teatro con uno spettacolo tutto da ridere, per salutare il 2015 e spalancare le braccia al 2016 e alle esperienze ed emozioni che ci porterà.

Giovedì 31 dicembre, infatti, presso il Teatro Verdi di via Pastrengo 16 a Milano, l’attrice comica, con la partecipazione di Rossella Bellantuono che ci sorprenderà con la sua calda voce blues, sarà protagonista di “Facciamo il botto”, un recital con monologhi ironici e irriverenti: tanti gli argomenti dello spettacolo che sia annuncia come il più divertente dell’anno (tanto ormai è finito): coppie scoppiate, corsi di autostima, pubblicità discutibili in quanto assurde…

Il costo del biglietto è di 40€ a persona e comprende: il brindisi di benvenuto, lo spettacolo teatrale e, da mezzanotte, pandoro e panettone, spumante e musica per accogliere insieme il nuovo anno.
Per info e prenotazioni: 3428565494 o capodannoalverdi@libero.it.

 

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