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2016 | Lettera a un artista

Gaia Vimercati

Lettera finalista nella categoria Lettera a tema libero.

Cara Chiara, lunedì sera ti ho tradita. Sono stata con un uomo per il semplice gusto di farlo. Sei stata la prima (e l’unica) a saperlo dalle mie parole. Mentre ti prendevo a coltellate, tu mi hai portata in casa, mi hai fatto fare la doccia, mi hai messa a letto, ti sei sdraiata accanto a me. Hai voluto toccare il mio corpo, ancora una volta. Abbiamo fatto l’amore tra le lacrime, mi sono lasciata toccare. Ma non ti ho sfiorata io, non perché non volessi, ma perché non potevo pensare di profanare il tempio di Dio con le mani sporche di sangue. Ti ho vista addormentare tremante accanto a me, sapendo che presto te ne saresti andata. Quando sei tornata a prendere le tue cose, il velo del cielo sopra si è richiuso, ed è iniziata la notte.Vorrei cancellare quella giornata da tutte le vite del mondo così che non ne rimanga nemmeno una traccia in nessun angolo, vorrei sfilarmi il mio corpo di dosso e abbandonarlo per strada come una carcassa e lasciarlo marcire tra le mosche impazzite. Sono andata tra le mani del macellaio per il semplice gusto di mettermi in mostra tra le migliori carni in vetrina. Ho sempre pensato che fosse una follia scindere la sessualità dalle persone e poi ieri l’ho fatto io.E ho perso tutto.Ho perso quello che come una benedizione mi è piovuto addosso, quello che ho difeso con gli artigli della tigre dall’insensatezza del mondo, quello che di più delicato mi abbia mai sfiorato.Ma ciò che è stato è e sempre sarà, quello che non è stato non è e non sarà mai.Le lacrime mi scorrono a fiumi, a volte silenziose, a volte singhiozzanti, a volte come lava da un vulcano, a volte spuntano lievi che se giro la testa mi tornano dentro, a volte mi appannano gli occhi per un attimo, poi guardano il sole e si seccano.Il dolore mi divora lo stomaco, i tuoi occhi mi scavano dei fossi dentro che non riescono a rimarginarsi, e io annego.

Sono passata dalla Vita più piena alla notte atra, e la cosa peggiore è che non l’ho fatto per mia scelta, ma perché nello schifo mi ci sono fatta trascinare da tutto ciò che Vita non è. E con me ho trascinato te, l’ostaggio che ha saputo restituire alla libertà il suo carnefice.Per la prima volta nella mia vita sono sola e sento freddo. Ieri sera dopo il corso di teatro ho fatto tardi perché a casa non c’era nessuno che mi aspettava.

Mi tengo vicina il tuo ricordo, i tuoi capelli neri e le ciglia assonnate. Ora so che bisogna tenere stretto chi si ama e allentare la corda quando si fa troppo tesa. Ora so che le battaglie che ho combattuto le combatterei altre cento volte, ma non tutte. E non per viltà, ma perché le battaglie inutili contro l’assurdità del mondo tolgono tempo ed energia all’Amore. E questi non ce li ridà indietro nessuno.

Fai tutto ciò che ti fa stare bene, segui il tuo spirito selvaggio che ti guida da sempre, ma non buttarti via, non scendere nell’Ade con me. La notte è lunga e la catabasi è nera. Vieni a prendermi per il collo, per le unghie, per i capelli, se puoi.E se non puoi, promettimi che correrai e canterai, libera nera e selvaggia come sei.
Mi manchi che sto affogando Chiara. Sento il tuo profumo qui, ma tu non ci sei.

Gaia

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