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2019 | Lettera alla mia città

Franca Rosso

Lettera finalista nella categoria Lettera dal cassetto.

Roma, 8-12-1941

Mia cara Irma,
con questa mia ti faccio sapere che di salute sto molto bene, come spero il simile di te. Sono le 21 sto per andare a letto ma prima voglio darti la gioia di una bella notizia.
Quest’oggi abbiamo festeggiato la nostra patrona, la beatissima S. Barbara (con un quarto di vino a pranzo) e abbiamo trascorso una lieta giornata e con un bel pranzo frugale (salame, pasta asciutta, formaggio, frutta, dolce vino (! 1/4 !)
Poi sono andato a Roma, abbiamo preso il caffè e siamo ritornati. Questa sera, dopo cena, prima di lasciarci S.E. Ciombini* il nostro Padroneche era a pranzo con noi ci a detto che a finito corso, in compenso dei nostri sacrifici ci darà 8 giorni di licenza. Figurati il nostro entusiasmo!
E precisamente prenderemo servizio il giorno 2 Gennaio, dopo aver trascorso tutte le feste a casa. Figurati la gioia che regna nei nostri cuori, mi sembra un sogno.

Cara Irma stamane o ricevuto le tue cartoline veramente degne della mia ammirazione. Il tuo talento, il tuo gusto, toccano i miei sentimenti più raffinati, sai scegliere ciò che piace a te e ciò che a me mi è gradito.
Grazie del tuo gentil pensiero, che è costante e direttamente proporzionale alla mia perseveranza.

Mio caro Amore, termino augurandoti la buona notte e colla speranza di sognarti, perchè sei sempre la culla dei miei sogni. Sarò più lungo nella mia prossima,

Ti bacio ripetutamente sulle labbra e mi dico tuo, come sempre

Batti

* nota di chi ha trascritto il Prefetto Alberto Giombini fu il “creatore” del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco

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