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2020 | Lettera alla scuola

Costanza Covelli

Lettera vincitrice nella categoria Lettera dal cassetto.

20-X-.941

Mia diletta Anna,

la foto di te e Carla rinvenuta nella tua ultima lettera ha colmato la solitudine che provo stando lontano da voi. Proprio ieri notte vi ho sognate: eravamo insieme e tenevo tra le braccia la piccola Carla; al risveglio ho sentito ancora il pianto affamato della nostra bambina e ho pensato a te, sola ad accudirla. No, non posso lasciarti così, lo so, devo tornare.

Soffriamo entrambi questa lontananza, mia cara, ma dobbiamo avere pazienza.

Non preoccuparti per me e non dire che sarebbe meglio essere malati piuttosto che lontani: nonostante la dura realtà militare e i continui assalti nemici, sono sistemato bene e ho trovato dei buoni compagni.

Combatto a fianco di soldati audaci il cui valore è ammirato anche dalle truppe alleate; essi non arretrano di fronte al pericolo del nemico e proprio ieri un’altra impresa l’ha dimostrato: si sono distinti costruendo un ponte sulle rive del fiume Dnper sotto l’incessante martellamento del fuoco sovietico e hanno vinto. Il motto è o vincere o morire.

Certo è vero, questa guerra sta provocando fin troppe vittime, rende schiavo chi la combatte e privo di dignità ogni uomo, ma come posso pensare di lasciare te e Carla in un paese oppresso?

Non so per quanto tempo sarò costretto a stare lontano da voi, ma sono sicuro che presto o tardi vi abbraccerò; a quel tempo la guerra sarà finita e verrà onorato il valore dei soldati caduti in battaglia.

 

Ti ricordo sempre con affetto e mando tanti baci a te e a Carla

 

Tuo affettuosissimo Guido

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