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Amici del festival

Laura Marinoni: un’attrice eclettica a premiare le migliori lettere del Festival

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Una nuova, grandissima interprete è pronta a dar voce alle lettere in gara per la vittoria del Festival delle lettere: Laura Marinoni, attrice insignita dei più importanti premi teatrali italiani, conferma la sua presenza tra i grandi protagonisti che calcheranno il palco del Teatro Litta di Milano, domenica 11 ottobre 2015.

BIOGRAFIA ARTISTICA

Attrice teatrale, televisiva e cinematografica. Studia danza a Milano e frequenta a Roma l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico sotto la guida di Ferrero, che nel 1983 la dirige nell’esordio televisivo nelle commedie “L’invito al castello” e “Quando la luna è blu”. Il debutto teatrale è nel 1984 a fianco e diretta da Albertazzi in “El Cid” di Corneille e nel recital “Il giro del teatro in 120 minuti”. Nello stesso anno inizia a lavorare con il regista Patroni Griffi e la sua compagnia. Chiamata precocemente a ruoli drammatici di rilevante impegno espressivo, le commedie brillanti sono quindi occasione per affiancare alla verve la danza ed il canto. Nel 1990 è “Antigone” di Sofocle per la regia di Quartucci; Strehler la dirige in “Il campiello” di Goldoni e “L’isola degli schiavi” di Marivaux, Lavia in “L’uomo, la bestia e la virtù” e “Il gioco delle parti” di Pirandello, Castri in “Orgiadi” Pasolini, dove è una sensibilissima e applaudita protagonista. Tra i lavori nel mondo del cinema, partecipa nel 2007 al film “Giorni da leone 2” di Francesco Barilli e, nel 2012, lavora con Sophie Chiarello per il film “Ci vuole un gran fisico”.

Laura Marinoni vi aspetta al Teatro Litta di Milano, domenica 11 ottobre 2015 a partire dalle ore 16.

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Amanda Sandrelli accende le emozioni racchiuse nella Lettera d’oro 2019

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Intensa e delicata, appassionata e rispettosa, Amanda Sandrelli ci ha regalato un’interpretazione davvero unica della lettera vincitrice del Festival delle lettere 2019 scritta da Raffaelle De Nicola alla sua città, L’Aquila.
Un messaggio dal futuro, ricco di spunti per il presente, un invito a rialzarsi e a ricominciare a volare dopo il disastroso terremoto di 10 anni fa. 

Clicca qui per leggere la lettera di Raffaella De Nicola.

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Da Diodato una dichiarazione di amore e coraggio per il mondo dei nonni in pieno stile Festival

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Senza lo sforzo creativo del proprio nonno per conquistare l’amore negli anni 30, Diodato non sarebbe qui e non avrebbe potuto dedicare musica e parole uniche al pubblico del Teatro Sociale e alla sua stessa famiglia.

Nel sabato sera del Festival, il cantautore tarantino ha infatti portato con sé sul palco il prezioso scambio epistolare di nonno Salvatore e nonna Rosetta e interpretato una delle lettere finaliste di questa edizione scritta da una nipote per celebrare il compleanno della propria amata nonnina.

Ed è questo il motivo per cui ho voglia di conoscerti nonna, perché sento di appartenerti. Non puoi immaginare quanto mi scoppi il cuore ogni volta che varco la soglia della porta, al mio ritorno, e so di poterti riabbracciare. Ogni tuo momento di lucidità, ogni tuo sguardo consapevole, ogni momento in cui riesco a dialogare con te è l’immenso per me.” 

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Mirkoeilcane condivide l’urgenza di scrivere nata tra le mura di una cella

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Il cantautore romano ha infatti dato voce, sul palco del Teatro Sociale di Bergamo, ad una delle lettere finaliste della categoria fuori concorso Lettera dal carcere

In particolare Mirkoeilcane ha regalato al pubblico del Festival la sua interpretazione della lettera di Antonio, detenuto nel carcere di Volterra: una riflessione introspettiva, un dialogo con la propria anima in cui Antonio stesso esprime il suo desiderio di comunicare e condividere la sua passione per la scrittura.

Eccone un breve stralcio: “Voglio scriverti dei secondi, dei minuti, delle ore e poi ancora i giorni e i mesi e gli anni che passo all’interno di questa cella dove il tempo – lo giuro – non passa mai: entrambi prigionieri, che si inseguono da sempre, incessantemente, ognuno con la sua velocità, col suo tempo, indissolubilmente congiunti. Voglio scriverti della vecchiaia che mi ha fregato, e del tempo che è scivolato via come i granelli di sabbia dall’incavo della mano e, del sorriso che, nonostante tutto mi è rimasto, e basta a nascondere le rughe sulla fronte e le ferite nel cuore.

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