Uno sguardo, una parola o un gesto hanno il potere di costruire uno scudo di forza e superiorità, dietro il quale possono nascondersi le comuni fragilità umane. Questo dualismo, tra ciò che è e ciò che appare, fa del bullo una persona temuta da molti e rispettata da altri. Spinto da un mondo ambizioso e competitivo, il bullo sceglie, più o meno consapevolmente, la strada della forza per il desiderio di primeggiare. Che sia a scuola, a lavoro o con un messaggio, si impone, urla per far prevalere la propria voce e sentirsi potente, a volte accompagnato da fedeli compagni. Così una presa in giro che può sembrare innocente si amplifica come un’eco, fino a diventare un’abitudine. Nell’anno della sua maggiore età, il Festival delle lettere sceglie un tema senza tempo per dare la possibilità a uomini e donne di tutte le generazioni di condividere la propria storia, presente o passata, lasciando libero spazio all’interpretazione. Ancora una volta, le parole impresse su un foglio diventano lo strumento per riflettere e far riflettere, affrontare paure e colmare distanze, grazie alla forza che hanno di trasmettere messaggi universali.
Lettera a un bullo
Graziella Nassimbeni
Lettera under 14
Greta Ruscitti
Lettera dal cassetto
Silvia Marino
Lettera a tema libero
Vincenzo Cipriani
Lettera dal carcere
Daniele C.
Premio Speciale Panchina Gialla in collaborazione con Helpis Onlus
Matteo Scatton
Premio alla libertà
Graziella Nassimbeni
Premio Speciale Writing the distance
Patrizia Scialoni
DEAR MUSIC - Nightfall Piano Concert
Le migliori lettere - XVIII edizione