Lettera d’oro 2006

LETTERA AL MIO DIO

di Marina Del Gaudio

Caro Dio,

come si chiama una madre a cui è morto un figlio?

Ci sono gli orfani ed i vedovi ma una madre che ha perso suo figlio non ha nome.

L’hanno portato via avvolto nella plastica come un tappeto sporco ed ho dovuto scegliergli una bara. L’ho accompagnato in quella chiesa dove avrei voluto vederlo sposo felice.

Caro Dio, sono solo una connetta ed i miei sogni per lui erano la salute, un lavoretto ed un amore che durasse tutta la vita.

In salotto le cornici vuote aspettano dei nipotini che non verranno, c’è tanto silenzio nella mia casa, mi mancano i suoi abbracci.

Dio, perché proprio lui? Scriveva belle poesie e sapeva emozionarsi per un tramonto. Amavo la sua fragilità, il suo essere indifeso. La mia piccola gru è volata via e non mi consola pensare che il suo assassino sei tu, un Dio con C. Mi hai mandato tanto male e li ho tutti accettati ma di questo, Dio, non ti perdono. Il mio golgota sarà eterno ma anche l’amore per mio figlio sarà e sull’amore, Dio, tu non hai potere.

Mamma