La manifestazione

C’era una volta la lettera. E invece c’è ancora, almeno a quanto dicono i fatti e i numeri. Dodici anni, oltre ventiquattromila lettere scritte rigorosamente a mano e una missione a guidare la prima e più grande manifestazione italiana dedicata alla scrittura in carta, penna e francobollo: riempire ogni forma di distanza, fisica, culturale o sociale attraverso una lettera.
Scoprire che nell’era degli sms e delle e-mail il piacere della scrittura via posta è capace di riscuotere ancora così tanto successo, è qualcosa per cui vale davvero la pena stupirsi. La lettera ha sicuramente un fascino che va al di là delle mode e del tempo. Forse perché è padrona del tempo in un modo davvero speciale. Innanzitutto perché ha quasi la stessa età della scrittura. Poi perché è una forma di comunicazione che fa dell’attesa una sua parte integrante. In più, la lettera è un territorio universale: appartiene alle donne e agli uomini, ai giovani e agli anziani, ai colti e ai meno colti. Sono pochi i concorsi a cui può partecipare un bambino di 5 anni come una vecchietta di 95. Il Festival delle lettere è uno di questi o forse l’unico.
Il concorso prevede l’emissione di un bando, valido da dicembre a giugno, con l’annuncio del tema dell’edizione; l’operazione di selezione avviene con particolare attenzione agli argomenti che si ritiene abbiano la necessità di essere discussi e sviscerati, cercando una declinazione che sia “interpretabile” da parte dell’autore. Il tema è rinnovato di anno in anno.